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Scritto da Cinit   
Domenica 01 Marzo 2015 18:48

IDA DI PAWEL PAWLIKOWSKI , PREMIO OSCAR COME MIGLIOR FILM STRANIERO, A IMG CULT RASSEGNA IN PROGRAMMA NELLA MULTISALA CANDIANI DI MESTRE. PRESENTA E CONDUCE IL DIBATTITO MASSIMO TRIA .PROSSIMI APPUNTAMENTI GEMMY BOVERY(9 MARZO) E TURNER (16 MARZO)

 

 

Prosegue la rassegna IMG Cult alla Multisala Candiani di Mestre con le presentazioni a cura del Cinit Cineforum Italiano.Lunedì 2 marzo alle ore 20.15 proiezione del film "Ida" (premio Oscar 2015 come miglior film straniero), che sarà presentato da Massimo Tria, critico cinematografico e slavista che condurrà anche il dibattito alla fine del film..La vicenda si svolge all’ inizio degli anni '60, nella grigia e soffocante Polonia dove vige stabilmente il regime comunista. Anna è una giovane novizia in attesa di prendere i voti. Vive serenamente in un convento isolato dove, essendo orfana, è stata portata in tenerissima età, durante la II Guerra Mondiale. Poche settimane prima della vestizione, invitata insistentemente dalla Madre Superiora, si reca a Varsavia per incontrare la sua unica parente conosciuta, la zia Wanda, che, in precedenza, non si era mai messa in contatto con lei. Pawel Pawlikowski , regista polacco radicato in Inghilterra, conferma la sua squisita capacità di descrivere la psicologia femminile, costruisce uno straordinario dramma intimo, esplorando le contraddizioni della fede e della vita laica. Il suo stile assolutamente privo di retorica, essenziale e ricco di tristi e genuinamente commoventi toni poetici, ricorda sia l'austerita di Robert Bresson, sia la problematicità dei primi film di Polanski e di quelli di Kieslowski. La scelta di girare in un vibrante bianco e nero, con una squisita composizione delle inquadrature, conferisce ulteriore credibilità alla storia. Due le proiezioni in programma, la prima alle 16,30, la seconda alle 20,15. Ingresso unico 5,50 euro (IMG Card 4,50 euro).Prossimi appuntamenti di IMG Cult il 9 marzo, “Gemma Bovery” diretto da Anne Fontaine, Il cui soggetto è tratto dal romanzo grafico di Posy Simmonds del 1999, e il 16 marzo, “Turner” di Mike Leigh che racconta gli ultimi 25 anni di vita dell'eccentrico pittore britannico William Turner.

 

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Scritto da Cinit   
Venerdì 27 Febbraio 2015 20:12

A 40 ANNI DALLA SCOMPARSA DL MAESTRO, IL CINECLUB VITTORIO DE SICA DI RIONERO IN VULTURE FESTEGGIA IL VENTENNALE DELLA SUA FONDAZIONE CON UNA MOSTRA ED UNA RETROSPETTIVA DEI CAPOLAVORI DEL GRANDE ATTORE E REGISTA

Su iniziativa del CineClub "Vittorio De Sica", nel ventennale delle proprie attività, si inaugura sabato 28 febbraio alle ore 18,00 nel Centro sociale di Rionero la Mostra CinEtica 2015 giunta alla XIX edizione, dedicata quest'anno proprio a Vittorio De Sica nel quarantennale della sua scomparsa ed intitolata “De Sica per sempre Ieri,oggi, domani” . Si apre , nella sala Di Lonardo , con il capolavoro del 1951 “Miracolo a Milano” , firmato insieme a Cesare Zavattini e premiato con la Palma d’Oro a Cannes 64 anni fa . La inaugurazione prevede una mostra di manifesti che hanno caratterizzato le costanti attività del "De Sica" e un corto della regista Amila Aliani su De Sica attore e cantante.La rassegna cinematografica prosegue per tutto il mese di marzo proponendo sempre di sabato alle 18 i capolavori del Maestro. Il 7 marzo è la volta de “I bambini ci guardano”(1943), il 14 tocca a “Il giardino dei Finzi Contini” premiato con l’Orso d’Oro al Festival di Berlino nel 1970 e il 21, infine, “Umberto D.”, ancora Palma d’Oro al Festival di Cannes nel 1952. La manifestazione si conclude venerdì 27 marzo alle 18 nell’Auditorium del Centro Sociale con la proiezione del film “Biagio” di Pasquale Scimeca, con l’intervento del regista e della produttrice Linda Di Dio. Nell’intervento che segue Armando Lostaglio, vicepresidente del Cinit-Cineforum Italiano e anima del Cineclub “DeSica”, unisce all’omaggio al Maestro un bilancio sui vent’anni di attività del Cineclub nella realtà lucana.

 

Per sempre Vittorio De Sica … ieri, oggi, domani

Era un freddo autunno vicino Parigi, quando Vittorio De Sica chiude gli occhi su questo mondo; era il 13 novembre del 1974. Settantatre anni, nemmeno tanti, ma ricchissimi di emozioni e di eventi che lo hanno portato ad essere considerato una figura preminente ed imprescindibile del cinema italiano e mondiale, uno dei padri del Neoralismo e, nel contempo, uno dei più grandi registi ed interpreti della Commedia all’italiana. Era nato a Sora, in Ciociaria, il 7 luglio del 1901, ciociaro come Mastroianni e Manfredi, ma napoletano nel profondo, per radici e cultura. E’ stato un eclettico attore, regista, sceneggiatore, cantante e musicista. Per quella sua generazione, affermatasi fra le due guerre, nessuno al mondo può vantare un così ricco palmares di premi e di eminenti valutazioni di critica. Il più versatile, geniale e coerente, un unicum con il maestoso Cesare Zavattini con il quale ha scritto e girato le sequenze più intense del cinema di ogni tempo. Gli attori di riferimento nella memoria collettiva resteranno per sempre Sophia Loren e Marcello Mastroianni, ricondotti poi da altri cineasti in capolavori immortali: uno su tutti “Una giornata particolare” di Ettore Scola. E saranno tanti gli attori che De Sica dirigerà: da Sordi a Belmondo e Salvatori, dalla Lollobrigida alla Ralli, artisti che hanno oltremodo carpito la sua genialità e la sua poetica interpretativa. E’ stato attore in ben 158 pellicole, ha diretto 34 film (alcuni ad episodi), talvolta è stato autore non accreditato per esigenze "alimentari": a causa della passione del gioco accettò spesso lavori su commissione. Vittorio De Sica domina almeno tre stagioni del cinema: come "attor giovane" acquisisce una immensa popolarità anche come cantante (rimarrà immortale Parlami d’amore Mariù) e specie del repertorio napoletano (la sua vera anima); come regista forma con Cesare Zavattini un sodalizio di strabiliante creatività ed innovazione nelle immagini; come morigerato del racconto firma opere lineari nel linguaggio culminate nell'Oscar del 1970 per Il giardino dei Finzi Contini, tratto da un racconto di Giorgio Bassani. Forse il film che più lo rappresenta e lo distingue – ci confida la figlia primogenita Emilia - è senz’altro Umberto D. del 1952, dedicato a suo padre, film destinato ad un rilevante dibattito e pure a polemiche puritane tanto che l’allora sottosegretario Giulio Andreotti (all’apice delle politiche di censura) affermò che, per la grande responsabilità che ha il cinema nella cultura, "… i panni sporchi si lavano in famiglia". Fu il suo cinema a portare all'Italia i primi Premi Oscar e a fare di Vittorio de Sica il regista italiano più premiato con ben quattro statuette: nel Gotha della cultura cinematografica di ogni tempo. L'anno in cui morì, Ettore Scola gli dedicò uno dei suoi capolavori, C'eravamo tanto amati, ma la sua eredità è di tale portata che il cinese Wang Xiaoshuai nel 2001 girò, con Le biciclette di Pechino, un dichiarato omaggio-remake del suo capolavoro. Il regista svedese Roy Andersson, con il Leone d’Oro in mano all’ultima Mostra di Venezia, (settembre 2014) ricorda proprio Ladri di biciclette quale suo film fondamentale nella sua formazione artistica. La sua lezione e la sua popolarità rimarranno nella storia del Novecento. Il CineClub lucano a lui dedicato, sorto venti anni or sono, celebra dunque Vittorio De Sica con diverse iniziative, a partire dalla retrospettiva di film classici e con una mostra di manifesti e delle attività del CineClub svolte in questi decenni ed ispirate al Maestro. Il deferente rapporto con De Sica si è manifestato durante il Family Film Festival di Fiuggi della scorsa estate, quando il CineClub ha conferito ad Emi De Sica, figlia primogenita del regista, una targa ricordo. La XIX Mostra CinEtica si apre con Miracolo a Milano, (già in anteprima ai detenuti della Casa Circondariale di Melfi); a seguire I bambini ci guardano; Il giardino dei Finzi-Contini; Umberto D. Come la passata Mostra dedicata all’immenso Ingmar Bergman con “le stagioni della vita”, anche quest’anno il “De Sica” ripercorre in 4 opere fondamentali la giovinezza, l’infanzia, l’età adulta e la terza età, con l’occhio privilegiato di Vittorio De Sica che, con Zavattini, hanno saputo donare la profondità di una poetica senza tempo. Approfondimenti ed una Santa Messa nella quale ricordare, insieme a Vittorio, anche i diversi iscritti e simpatizzanti del De Sica che non sono più con noi. Li menzioniamo commossi quegli amici che, echeggiando Edgar Lee Masters, ora dormono sulla collina: Giulio D’Angelo e Gaetana Bellanova, fra i primi fondatori del CineClub; Pasquale Sacco che ha principiato fin dagli anni ‘70 molti giovani all’amore per la musica, il teatro ed il cinema; Donato Masiello che per noi era Geo; Pasquale Santoro amante di teatro che non perdeva mai una proiezione; la signora Linda Vorrasi e il figlio Lillino l’ultimo proiezionista dell’omonima preziosa sala cinematografica; Nicola Sperduto, compagno di tante serate a parlare di cinema arte e politica; Antonio Salvia, corretto e generoso; Pietro Di Lonardo, sempre al servizio degli altri; Mario Di Battista, magnanimo rionerese di Bari; il giovane Carmine Tucciariello; il musicista Vittorio Piccirillo; il giornalista Franco Sernia; l’imprenditore Nicola Oliva; il procuratore di cinema e poeta Vittorio Squillante; non in ultimo quella decina di ospiti della Casa di Riposo “Virgo Carmeli” la cui testimonianza di vita e di fede ha consentito la realizzazione del nostro documentario Albe dentro l’imbrunire (2011). A suggello della retrospettiva dedicata a Vittorio De Sica, sarà ospite a Rionero il regista Pasquale Scimeca, insieme alla produttrice Linda Di Dio, per presentare il suo ultimo film BIAGIO, da poco uscito nelle sale e presentato all’ultima Festa del Film di Roma. Il film ripercorre a ritroso il viaggio di Fratel Biagio, da Assisi, a Roma, alla Basilicata, alla Calabria, alle Madonie, e infine a Palermo. Il regista, in un linguaggio asciutto, si interroga sui temi della ricerca del senso della vita, del rapporto con una natura aspra e provvida allo stesso tempo, del sogno, della fede e dell'arte come scelte di libertà. Interverranno al dibattito il Vescovo della Diocesi di Melfi mons. Gianfranco Todisco, il sindaco di Rionero Antonio Placido.

 

Armando Lostaglio CineClub “Vittorio De Sica” Cinit - BasilicataCinema

 

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Mercoledì 25 Febbraio 2015 15:21

GIOVEDI’ 26 FEBBRAIO AL TEATRO DEI FRARI DI VENEZIA A PARTIRE DALLE 20 SERATA “100%ITALIA”: “ZORAN , MIO NIPOTE SCEMO” DI MATTEO OLEOTTO E “LA MIA CLASSE” DI DANIELE GAGLIANONE

 

Continua con successo il programma del Cineforum Cinit Frari giovedì 26 febbraio a partire dalle ore 20.00 con la serata dal titolo 100% Italia, due i film in programma rigorosamente di registi italiani. Si parte alle 20.00 con Zoran il mio nipote scemo di Metteo Oleotto con Giuseppe Battiston e si continua poi alle 22.00 con La mia Classe di Daniele Gaglianone interpretato dal bravo Valerio Mastandrea.

 

Ore 20.00 Zoran, mio nipote scemo di Matteo Oleotto (2013, 103’)

Giuseppe Battiston interpreta un ingombrante e bonario alcolista, Paolo Bressan. Divorziato e solitario, dal carattere bugiardo e infantile, Paolo trascorre il suo tempo tra il lavoro, in una mensa per anziani, e l’osteria da Gustino. Un giorno riceve la notizia di una eredità, di una lontana zia slovena . Ma l’unica cosa che gli ha lasciato, è quella di accudire per 5 giorni il quindicenne Zoran (un bravissimo Rok Prašnikar), suo nipote, orfano di entrambi i genitori.Suo malgrato il neo zio si trova costretto a badare a Zoran che si ostina a chiamare Zagor.Zoran il mio nipote scemo è un piccolo gioiello caustico e raffinato, reale nella sua ambientazione quasi arcaica, bizzarro nella scrittura verace dei personaggi, impavido e puro nei dialoghi.

 

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Ore 22.00 La mia classe di Daniele Gaglianone (2013, 92’)

Un attore impersona un maestro che dà lezioni a una classe di stranieri che mettono in scena se stessi. Sono extracomunitari che vogliono imparare l'italiano, per avere il permesso di soggiorno, per integrarsi, per vivere in Italia. Arrivano da diversi luoghi del mondo e ciascuno porta in classe il proprio mondo. Durante le riprese accade un fatto per cui la realtà prende il sopravvento. Il regista dà lo "stop", ma l'intera troupe entra in campo: ora tutti diventano attori di un'unica vera storia, in un unico film di "vera finzione": La mia classe.È un film che può spiazzare più di uno spettatore quello che Daniele Gaglianone ha deciso di dedicare al sempre più complesso tema dell'integrazione dei cosiddetti extra-comunitari.

 

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INFO

Le proiezioni si effettuano al Teatro dei Frari (San Polo 2464/Q - Calle dietro lArchivio) INGRESSO CINEFORUM RISERVATO SOCI CINIT FRARI.

 
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Martedì 24 Febbraio 2015 19:38

“CARMEN”, il FILM DI FRANCESCO ROSI , INAUGURA AD ABANO TERME UNA RASSEGNA CHE INTENDE RENDERE OMAGGIO A GRANDI REGISTI DEL CINEMA COME MAZZACURATI E MONICELLI

 

 

Riprende l’attività degli Amici dello Spettacolo di Abano Terme in collaborazione con la Biblioteca Civica aponense. Da qui a Pasqua cinque sono i film in programma nella Sala della Biblioteca : la recente scomparsa di Francesco Rosi ha propiziato la scelta di dedicare una rassegna a grandi registi del cinema italiano scomparsi , proponendo alcunI delle loro opere più significative. Si inizia lunedì 23 febbraio alle 16 con “Carmen” di Francesco Rosi e si prosegue il 2 marzo con “Tre fratelli” , altra opera del cineasta napoletano diversissima dalla precedente. Ad un anno dalla prematura morte, poi, anche Abano renderà omaggio a Carlo Mazzacurati, inserendo nella rassegna “La giusta distanza”(16 marzo) e “La passione”(23 marzo) La rassegna si concluderà il 30 marzo bcon Speriamo che sia femmina” di Mario Monicelli. La proiezione di ciascun film sarà preceduta dall’introduzione del presidente degli Amici dello Spettacolo di Abano Terme,Giovanni Barnaba .

 

 

 

 

 
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