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Scritto da Cinit   
Giovedì 26 Marzo 2015 19:07

“BIAGIO” , L’ULTIMO FILM DI PASQUALE SCIMECA, CHIUDE AL CENTRO SICIALE SACCO DI RIONERO IN VULTURE LA XIX EDIZIONE DELLA MOSTRA CINETICA DEDICATA A VITTORIO DE SICA A 40 ANNI DELLA SUA MORTE

 

Saranno oltre 400 gli studenti che assisteranno venerdì 27 marzo (Centro Sociale "P. Sacco" ore 10,30) alla proiezione del film “Biagio” , insieme al regista Pasquale Scimeca e alla produttrice Linda Di Dio. Introdotto da Armando Lostaglio, presidente del CineClub "Vittorio De Sica" che celebra i venti anni di attività, la proposta culturale è stata accolta con entusiasmo dell'Istituto Comprensivo "Giovanni XXIII" di Barile, dall'Istituto "Michele Granata"di Rionero, dal Liceo Scientifico e dal Liceo Artistico "Carlo Levi". Un contatto interattivo con gli studenti dei registi ed operatori delCinema come prerogativa delle manifestazioni culturali che hanno contraddistinto il De Sica in questi anni di assiduo fermento. Il film sarà proiettato anche alle ORE 18,00 per il pubblico con un dibattitofinale cui prenderanno parte insieme al Regista e alla Produttrice,anche il vescovo della Diocesi di Melfi mons. Todisco e il sindaco di Rionero Antonio Placido. Il film di Scimeca conclude la XIX MostraCinEtica_ dedicata quest'anno a Vittorio De Sica nel quarantennale della sua scomparsa."Non volevo fare un film agiografico, né un documentario", spiega Scimeca. La storia di Biagio, il missionario laico così popolare inSicilia, forse poco conosciuto nel resto d'Italia, testimonia per il regista de I Malavoglia (2010) e di Placido Rizzotto (2000) che "è possibile una vita altra, al di là del tema della fede". Una vicenda che sembra lontana nel tempo, quasi irreale, la storia di un ragazzo come tanti che, in preda ad una crisi esistenziale, abbandona tutto e tutti, per cercare un senso alla sua vita, e decide di intraprendere,con il solo vestito che indossa, un viaggio che lo porterà da Palermoad Assisi, toccando anche la Basilicata. Biagio Conte, interpretato da un eccellente Marcello Mazzarella, (già presente in altre opere del regista siciliano) è un vero rivoluzionario, uno che sul finire degli anni '80 decide di abbandonare la vita di agi che la propria buona famiglia palermitana gli garantiva, decidendo di ritirarsi sulle alture dell'entroterra siculo per vivere la natura. Entrato quindi in contatto con le opere di San Francesco d'Assisi, sceglie di pellegrinare verso la città del Santo alla ricerca di Dio e della propria missione. Comprese che era quella di aiutare i più bisognosi, i reietti della società,gli ultimi che non avevano un posto nel mondo. Fa ritorno nella suaPalermo (sempre viaggiando a piedi) per andare sotto i portici della stazione a condividere tutto ciò che aveva con barboni, alcolisti,prostitute e sbandati, occupando un ex disinfettatoio e dando vita allaMissione di Speranza e Carità. Il sogno come rivoluzione e utopia: iltema del sogno, e dell'arte, come della vita, non si fermanoall'esistente, ma lo demistificano per cercare e costruire un mondo altro. "Non bisogna smettere di sognare ? Biagio segue il suo sogno, e diventa libero. Siamo una società che ha smesso di sognare, ma il sognoè rivoluzione. Gesù, Francesco sono dei rivoluzionari, la loro vita èarte, rivoluzione". E il sogno inteso come visione altra e utopia è anche elemento fondante del cinema di Pasquale Scimeca, che pertrasmettere l'idea che un mondo altro è possibile utilizza un linguaggio: "come diceva Pasolini, universale: il cinema parla anche a chi non sa leggere e scrivere, e non solo alla mente, ma al cuore".

 

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Lunedì 23 Marzo 2015 19:31

“ITALY IN A DAY” INAUGURA LA PRIMA DELLE TRE SERATE RAI CINEMA DURANTE LA SESTA EDIZIONE DEL VITTORIO VENETO FILM FESTIVAL

 

Sarà il documentario di Gabriele Salvatores ad inaugurare la prima delle tre serate Rai Cinema durante la sesta edizione della kermesse cinematografica, promossa dall’associazione “400 colpi”, in programma dal 14 al 18 aprile prossimo nella cittadina veneta.Avrà luogo mercoledì 15 aprile alle ore 20:30 presso il Teatro “Da Ponte” di Vittorio Veneto la proiezione del film-documentario “Italy in a day – Un giorno da italiani”, realizzato dal regista PremioOscar italiano Gabriele Salvatores.Il film aprirà la prima delle tre serate dedicate a Rai Cinema, nel corso delle quali saranno proiettati alcuni capolavori “made in Italy”, coprodotti dalla nostra emittente nazionale.“Italy in a day” è un progetto che ha visto la luce nel 2013 con l’idea di raccogliere all’interno di un film tanti spezzoni di vita quotidiana degli italiani, attraverso i filmati che proprio loro hanno potuto girare con ogni mezzo nella giornata del 26 ottobre 2013. I numeri hanno decretato un successo ben oltre le aspettative: più di 41mila filmati raccolti per un totale di 2.200 ore.Una volta realizzato il montaggio, il documentario è stato presentato alla 71esima Mostra del Cinema di Venezia, ottenendo un enorme successo di pubblico e critica. La pellicola è stata successivamente proposta sul grande schermo in una sola data, il 23 settembre 2014, nelle maggiori città italiane.Al progetto ha partecipato anche Operarea – Area Studio del Vittorio Veneto Film Festival, inviando un filmato che raccontava uno spaccato della vita vittoriese. Tale spezzone è stato selezionati ed inserito poi nel montaggio finale del film.Per gli organizzatori del Vittorio Veneto Film Festiva è sembrato un passo obbligato e un orgoglio poter offrire alla popolazione della cittadina la proiezione gratuita del documentario, come simbolico ringraziamento per la costante collaborazione dimostrata.L’idea originale, dal titolo “Life in a day”, nasce nel 2011 ad opera del regista Ridley Scott. Egli infatti realizzò una pellicola nella quale il pubblico fu contemporaneamente protagonista e spettatore, contribuendo in prima persona alla realizzazione, che raccontava appunto la “Vita in un giorno”.

 

 

SALVATORES

 
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Lunedì 23 Marzo 2015 19:25

“Il Capitale Umano” votato miglior film della rassegna 2014-15 al Cineforum di Alì Terme

 

“IL CAPITALE UMANO” VOTATO COME MIGLIOR FILM DELLA RASSEGNA 2014-15 AL CINEFORUM DI ALI’TERME

 

Si è concluso al Cinema Vittoria di Alì Terme mercoledì 11 Marzo il ciclo di film 2014-15 inerenti al Cineforum organizzato dalla Banca del Tempo e dal Circolo Nuova Presenza sodalizi entrambi aderenti al CINIT-Cineforum Italiano. Una rassegna che ha preso il via il 22 Ottobre e che per 18 mercoledì consecutivi, con la sola sosta del periodo natalizio, ha proposto ai soci, sempre più numerosi, film di qualità, diversi per tematica e genere, che hanno spaziato dalla commedia, al film drammatico, dal biografico allo storico, dal musicale al noir. Si sono alternati film di registi affermati quali Allen, Polansky, Martone, Virzì, Eastwood ad altri emergenti quali, fra gli altri, gli italiani Milani, Bruni, Oleotto e Patierno. Non sono mancati gli omaggi a Carlo Mazzacurati, a un anno dalla sua dipartita, con la proiezione di “La Giusta Distanza” e a Pietro Germi nel centenario dalla nascita con “Signore e Signori”. I soci, invitati ad esprimersi, sul film più gradito di tutta la rassegna, hanno in maggioranza votato “Il Capitale Umano” di Paolo Virzì, che ha rappresentato l’Italia nella corsa agli Oscar per il miglior film straniero.

 

 

Paolo VirzÃ

 

 
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Domenica 22 Marzo 2015 08:33

A SGUARDI ALTROVE FILM FESTIVAL PROIEZIONE DEL FILM DOCUMENTARIO “1893. L'INCHIESTA”/ UN VIAGGIO A DORSO DI MULO IN UNA SORPRENDENTE SICILIA FINE OTTOCENTO, TRA I CONTADINI E LE CONTADINE IN LOTTA CONTRO LA MAFIA E LA SCHIAVITU' DEL FEUDO. TRACCE PER IL PRESENTE.

 

Domenica 22 marzo, ore 18,00, a Milano, allo Spazio Cinema Oberdan, Sala Alda Merini, via Verdi 18, viene proiettato nell’ambito del XXII.mo International Film Festival Sguardi Altrove, il film documentario “1893. L'INCHIESTA” di Nella Condorelli, presente in sala assieme agli attori protagonisti Francesco Foti e e Enrica Rosso. Basato sull'inchiesta realizzata sul campo da un cronista veneto, Adolfo Rossi, che nell'ottobre del 1893, unico tra tutti i suoi colleghi, percorse a dorso di mulo la Sicilia per raccogliere “senza pregiudizi e senza censure” le voci di un movimento di protesta, nato nelle campagne, che si era dato un nome inedito: Fasci Siciliani dei Lavoratori.Viaggiando perlopiù a dorso di mulo, Rossi incontra i Fasci. Né banditi, né briganti, né cospiratori, sono contadini e zolfatari, uomini e donne laceri e affamati. In sciopero da mesi contro lo sfruttamento e la mafia dei feudi, si nutrono con i figli solo di fichid'india... In Sicilia, nella regione più arretrata del paese, è esploso il primo grande sciopero per i diritti del lavoro dell'Italia capitalista. Una pagina di storia dimenticata in Italia, una vicenda di cronaca che parla all'attualità. Con la domanda di ieri che è ancora la domanda di oggi: che sarebbe la Sicilia, e l'intero Paese, se i Fasci Siciliani dei Lavoratori non fossero stati cancellati nel sangue?Sorti nel 1892, stroncati nel 1894 dal fuoco delle truppe regie del governo Crispi e dei campieri mafiosi, con centinaia di vittime nei cortei contadini, e tra loro bambini di pochi mesi in braccio alle madri, i Fasci Siciliani dei Lavoratori sono considerati dalla storiografia internazionale il più importante movimento sociale dell'Europa del XIX.mo secolo, dopo la Comune di Parigi. “1893.L'inchiesta è la prima ricostruzione cinematografica mai fatta della lotte dei Fasci Siciliani dei Lavoratori, un documento storico in immagini-parola-silenzi che ci narra di una Sicilia fine Ottocento sconosciuta e sorprendente, rimossa dalla coscienza nazionale”, dice la regista e autrice del soggetto Nella Condorelli. “Ho voluto rompere il silenzio che da 120 anni oscura questa vicenda, e senza dubbio a monte della mia scelta c'è l'esigenza di indagare la storia della mia terra per rovesciare molti luoghi comuni, il primo in assoluto quello che vuole siciliani e siciliane sempre a testa china. L'inchiesta di Rossi, su cui si basa il mio film documentario, illumina proprio ciò che la cultura mafiosa vorrebbe cancellare: l'azione consapevole delle migliaia di siciliani e siciliane - contadini e contadine schiavi di gabelloti e proprietari, zolfatari e carusi schiavi nelle miniere, laceri proletari urbani schiavi dei partiti municipali - che nonostante le baionette regie, i campieri mafiosi, la morte, fecero proprie le nascenti idee di riscatto sociale, dando vita al primo movimento italiano organizzato contro lo sfruttamento del lavoro, e a quella che Leonardo Sciascia ha considerato la prima ribellione popolare antimafia dell'Italia moderna e contemporanea.”. 1893. L'INCHIESTA è prodotto da FACTORY FILM con la collaborazione MIBACT – MISE – REGIONE SICILIANA Assessorato Turismo Sport Spettacolo – SENSI CONTEMPORANEI – UFFICIO SPECIALE PER IL CINEMA E L'AUDIOVISIVO / Sicilia Film Commission ,con la collaborazione dell’ARCHIVIO DI STATO DI ROVIGO econ il patrocinio REGIONE VENENTO, COMUNE DI PALERMO, ASSOCIAZIONE CASA MEMORIA Felicia e Peppino Impastato Link al trailer https://www.youtube.com/watch?v=eKqS8GiA1H4&feature=youtu.be

 
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