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Scritto da Cinit   
Mercoledì 09 Aprile 2014 14:10

ESCE IL NUMERO 175 DI CABIRIA : DALL’ANALISI SISTEMATICA DI TRE SOGGETTI PADANI DI ZAVATTINI ALLE SCHEDE DI “STILL LIFE” E “SU RE”

 

E NEL NUMERO 176 ALCUNE VARIANTI INEDITE DELLA SCENEGGIATURA DE” LA TERRA TREMA” DALL’ARCHIVIO DI DIEGO DABBRI

 

 Nel numero 175 di «Cabiria Sudi di Cinema » Maria Carla Cassarini completa l’Analisi sistematica iniziata nel n. 174 di tre soggetti padani di Cesare Zavattini, uno dei quali totalmente inedito e gli altri due dimenticati da anni. arriva nelle vostre mani in ritardo e senza Laboratorio. E a corredo di tutto ciò, grazie alla disponibilità del figlio Arturo , vengono pubblicate le immagini di alcuni quadri di Zavattini pittore – dimensione, questa, non meno importante, anche se non altrettanto conosciuta, del romanziere, soggettista, teorico, ecc. In quei dipinti si ritrova il suo mondo fatto di funeralini, crocifissi, preti e uomini della “bassa”, acceso nei colori ed espresso con maestria in forme icastiche e fantasiose al tempo stesso. L’altra grossa fetta del numero 175 di “Cabiria Studi di Cinema” se l’è presa la scheda del film Still Life in Cineforum: Massimo Nardin, innamoratosi del film vincitore a Venezia nella sezione Orizzonti, non ha saputo resistere a sviscerarlo scena per scena, dettaglio per dettaglio, proprio per metterne in luce il finissimo lavoro di cesello da parte del regista Uberto Pasolini, le cui parole, assieme a quelle del direttore della fotografia, vanno a integrare un lavoro critico non comune per un film appena uscito. Ma non meno importanti sono l’Analisi del rapporto tra Anna Magnani e gli intellettuali italiani e l’altra scheda di Cineforum sul film Su Re scritta a quattro mani da Davide Zordan e Lloyd Baugh, entrambi esperti sia di cinema che di Sacra Scrittura. Il Laboratorio del numero 176 riguarderà alcune varianti di sceneggiatura di La terra trema ritrovate in alcuni documenti provenienti dall’archivio personale di Diego Fabbri. Come al solito, cose sconosciute.

 

 

cabiria 175

 
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Scritto da Cinit   
Mercoledì 09 Aprile 2014 13:57

ALLA CASA DEL CINEMA DI VENEZIA MERCOLEDI’ 9 APRILE ALLE 17 PROIEZIONE DEL DOCUMENTARIO IL CINEMA BEVILACQUA DI FILIPPO BARACCHI PRODOTTO DALL’ASSOCIAZIONE SETTIMO BINARIO

Il documentario “Il Cinema Bevilacqua” giunge nuovamente a Venezia, con una proiezione gratuita presso la Casa del Cinema (Palazzo Mocenigo, San Stae, 1990, 30135 Venezia) mercoledì 9 aprile alle 17. Il documentario appartiene a un progetto dedicato ai cinema scomparsi e dimenticati nel Comune di Venezia. Il cinema Bevilacqua infatti era soltanto una delle numerosissime sale di seconda e terza visione che negli anni Cinquanta e Sessanta costellavano l’entroterra veneziano, rappresentando il principale punto di aggregazione e di socialità della comunità. Il blog del progetto - settimobinario.it/ilcinemabevilacqua - raccoglie l’intera ricerca condotta dagli autori del documentario, spaziando tra i numerosi temi emersi durante la stesura del trattamento: il ruolo del cinema all’interno del paese, la vita negli anni Sessanta, l’effetto catalizzatore del ciclismo, la famiglia Bevilacqua.

 

cast&credits Il cinema Bevilacqua di Filippo Baracchi

 

con Franco Bevilacqua, Claudio Gregori, Bruno Carraro, Adriana Fregonese, Lucio Bevilacqua, Maurizio Enzo,Carlo Paganotto, Vasco Trinciarelli

 

sceneggiatura | F. Baracchi, Sebastiano Loni, Cecilia Irene Massaggia

fotografia | Simone Cancian

montaggio | C. I. Massaggia

suono | Gianmaria Spavento, Antonio Ricossa

musiche | Luca Piovesan

 

prodotto da Settimo Binario, Filippo Baracchi, Cecilia Irene Massaggia in collaborazione con Simone Cancian e Antonio Ricossa - CineuraniA Italiano (con sottotitoli in inglese) Italia, 2012 colore-b/n, 51 minuti Per informazioni sulla proiezione: tel. 041.5241320 Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. www.comune.venezia.it/cinema/

 

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Domenica 06 Aprile 2014 21:28

MARCO VANELLI CHIUDE MARTEDI’ 15 APRILE AL LANTERI CINEMA CAFFE’ DI PISA L’OMAGGIO DEDICATO A FEDERICO FELLINI SOFFERMANDOSI SUL TRAVAGLIATO RAPPORTO CHE IL REGISTA EBBE CON LA TELEVISIONE

 

La serata condotta dal vicepresidente Cinit , nonché direttore di Cabiria Studi di Cinema si concluderà con la proiezione del film “Ginger e Fred”

 

Dopo il successo dell’evento di Aprile 2013 su Michelangelo Antonioni, anche quest’anno il Caffè Cinema Lanteri di Pisa ha deciso di omaggiare un altro grande regista italiano dedicando un evento a Federico Fellini .

Le celebrazioni del regista romagnolo si snoderanno attraverso una mostra pittorica, una rassegna di film con presentazioni di libri, conversazioni e letture. Artisti, studiosi e collaboratori del Grande Federico ci racconteranno il volo delle storie immaginifiche di Fellini da Rimini a Hollywood passando per la fabbrica dei sogni di Cinecittà.

 

Programma dettagliato

Sabato 5 Aprile alle 17:00 proiezione di 8 1/2 (1963), di Federico Fellini - ingresso gratuito riservato ai soci Pisa Film Forum

Alle 19:30 Inaugurazione di Fellini 8 ½ e altri sogni, di David Parenti, mostra pittorica a cura di Studio Archeo900, in esposizione nei locali del Caffè fino al 19 Aprile

 

Martedì 8 Aprile alle 19:00 "Roma, un esempio di antinarrazione in forma di affresco metastorico" a cura del Prof. Maurizio Ambrosini

A seguire proiezione di Roma (1972), di Federico Fellini - ingresso gratuito riservato ai soci Pisa Film Forum

 

Venerdì 11 Aprile alle 21:00 Il mondo onirico di Fellini, letture musicate di Paolo Giommarelli, al pianoforte Dario Pardini, in saletta Redrum - ingresso libero

 

Sabato 12 Aprile alle 17:30 "Il grande illusionista", presentazione di “Segreti e Bugie di Federico Fellini”, a cura del Prof. Giordano Giannini, alla presenza dell’autore Prof. Gianfranco Angelucci A seguire proiezione gratuita di Che Strano Chiamarsi Federico (2013), di Ettore Scola

 

Martedì 15 Aprile alle 19:00 "Fellini e la televisione: un rapporto travagliato" a cura di Marco Vanelli (critico cinematografico, direttore di “Cabiria – Studi di Cinema”)

A seguire proiezione di Ginger e Fred (1985), di Federico Fellini - ingresso gratuito riservato ai soci Pisa Film Forum

 

 

 

Via San Michele degli Scalzi, 46 - PISA 050 57 71 00

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ginger e fred

 

fellini lanteri

 
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Domenica 06 Aprile 2014 21:25

GRAN FINALE A RIONERO IN VULTURE PER LA XVIII MOSTRA CINETICA PROMOSSA DAL CINECLUB DE SICA

 

LA PROIEZIONE DI “FANNY E ALEXANDER” HA CHIUSO LA RETROSPETTIVA “SCENE DA BERGMAN: LE STAGIONI DELLA VITA SECONDO INGMAR BERGMAN”

 

Sontuoso e magistrale: viene così definito l’epilogo della XVIII mostra CinEtica promossa dal CineClub “De Sica”, grazie alla visione dell’ultimo film di Ingmar Bergman Fanny e Alexander (1983)proiettato giovedì 3 aprile . Il film ha chiuso la retrospettiva sul grande cineasta svedese dal titolo “Le stagioni della vita”, che ha visto in sequenza: la giovinezza con il film “Monica e il desiderio” (1958); l’età adulta con il bellissimo “Scene da un matrimonio” (1973); quindi “Il posto delle fragole” (1958) per parlare di terza età e infine l’adolescenza con “Fanny e Alexander” Numeroso e emotivamente coinvolto il pubblico nel Centro sociale di Rionero, su invito anche dell’Unilabor “E. Cervellino” e del CIF che hanno collaborato alla iniziativa culturale. Un pubblico partecipe (nonostante si trattasse di proiezioni pomeridiane, di giovedì) che in molti casi ha potuto vedere per la prima volta un’opera di Bergman, autore fondamentale nella storia del cinema, ma che rischia di essere dimenticato. E proprio in questa logica, diffondere cioè questi eccellenti maestri della storia del Cinema specie alle nuove generazioni, rimangono intatte le finalità ed il progetto (ormai ventennale) del CineClub “De Sica”, di portare in visione e nel dibattito opere altrimenti poco conosciute se non del tutto ignorate. Oltre 240 film in questi anni sono stati proiettati in mostre e rassegne promosse dal “De Sica” non soltanto a Rionero, ed a scuole, associazioni e persino carceri. E, specie per un cineasta della statura di Ingmar Bergman, era importante recuperare alcune sue opere, onde evitare che la sua poetica finisse nell’oblio; offrire cioè la opportunità di leggere l’esistenza e le inquietudini contemporanee mediante le immagini di un immenso autore. Il film, l'ultimo in carriera del grande cineasta svedese, presentato alla Mostra di Venezia, è ambientato ai primi del ‘900 nella provincia svedese; si narra delle vicende di una borghese famiglia (il cenno è autobiografico), al cui centro vi è la saggia nonna Helena, un tempo attrice. Lo sguardo innocente e visionario è quello degli adolescenti, protagonisti del film. Con la morte del padre, la vita di Fanny e Alexander subisce un brusco cambiamento, dal colore vivace (con fotografia calda) si passa alla rigidità ed al grigio della nuova famiglia, a casa del patrigno, un vescovo. Alexander non ha più il teatrino di marionette che dava libero sfogo alla sua fantasia, così trae spunto dalle vicende del mondo reale e dalla vita nella canonica, in cui è avvenuto un fatto tragico poco prima del loro arrivo e di cui Alexander dà la sua libera interpretazione. La fantasia e la realtà si confondono scatenando le ire apparentemente ingiustificate del patrigno. Il tema del film viene annunciato fin dalle prime immagini, le recita il padre di Alexander, poco prima di morire: “L'unico talento che io ho è quello di amare quel piccolo mondo racchiuso tra le spesse mura di questo edificio e soprattutto mi piacciono le persone che abitano qui, in questo piccolo mondo. Fuori di qui c'è il mondo grande e qualche volta capita che il mondo piccolo riesca a rispecchiare il mondo grande tanto da farcelo capire un po' meglio. In ogni modo riusciamo a dare a tutti quelli che vengono qui la possibilità, per qualche minuto, per qualche secondo, di dimenticare il duro mondo che è la fuori. Il nostro teatro è un piccolo spazio fatto di disciplina, di coscienza, di ordine e di amore”. L'apologia dell'arte vista come universo riprende temi pirandelliani, cari a Bergman, con la stessa sintesi della maschera-persona, più volte citata.

 

“Tutto può accadere, tutto è possibile e verosimile. Il tempo e lo spazio non esistono. Su una base insignificante di realtà, l'immaginazione fila e tesse nuovi disegni". Con le frasi iniziali tratte da “Il sogno” di August Strindberg, lette dalla nonna (Gunn Wallgren) al nipotino Alexander (Bertil Guve), si chiude un film ritenuto dalla critica uno dei massimi capolavori di ogni tempo. Un film dalla infinita maestria registica, figurativa e di sceneggiatura. Una testimonianza di amore per l’arte cinematografica, che chiude il percorso cinematografico di un maestro di straordinaria completezza.

 

Chiara Lostaglio

 

 

fanny e alexander 1

 

 
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